“True detective” e me

Giuseppe Genna

Me e “True detective”. Una delle ragioni per cui sono stato tanto affascinato da quella che considero La Serie è di ordine proiettivo e riguarda certe cose che ho scritto quando ero giovane. Pubblicai dei libri “neri”, delle specie di crime e di thriller. Mi interessava lavorare allo sfondamento della nozione di genere e alla struttura stessa di romanzo come unica possibilità di narrazione. Tuttavia, essendo inesperto della scrittura in prosa, mi attaccai a mie personalissime ossessioni. Ecco un parallelo tra i nuceli generativi di “True detective” e un romanzo che si intitolava “Nel nome di Ishmael”:
– l’ambiguità del titolo, che, nel caso della Serie, rimanda alla tradizione della “Quest”, cioè la “Ricerca del Graal”, e non solamente all’indagine in corso, avanzando una domanda implicita che ha a che fare con tutto lo svolgimento della serie (ovvero: chi è il *vero* detective? Quale *verità* cerca?); nel caso di “Ishmael”…

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