Eraldo Baldini, Stirpe Selvaggia

Un altro romanzo con un’amicizia salgariana al centro: parlo di Stirpe selvaggia, l’ultimo di Eraldo Baldini per Einaudi. Chi conosce il Baldini antropologo troverà qui molto materiale folkorico trasformato in  narrazione potente. Nelle prime pagine assistiamo all”incontro della protagonista femminile  con “l’altra gente”: folletti, entità non necessariamente benevole, altre appunto, pronte a mostrarsi e a dialogare con una piccola umana in continuità con una tradizione trasmessa per via femminile. E La montagna romagnola è popolata di animali custodi, piante totemiche che danno senso allo scorrere del tempo e disegnano uno spazio sacro.

La vicenda di Amerigo,  portatore di una rivelazione formidabile e di una storia straordinaria, e dei suoi amici  si dipana per un tempo molto lungo, più di mezzo secolo,  a partire dal  mondo contadino di fine Ottocento non ancora toccato dalla modernità, in cui la protesta delle classi subalterne somiglia con il suo messianismo ancora a quella dei movimenti pauperistici ed ereticali dei secoli passati e più forte è la continuità del mondo folclorico. Si aprono scorci sulla Storia; la Settimana rossa, la grande guerra e l’arditismo. Il Fascismo e l’epilogo drammatico ma necessario nel mezzo della Resistenza.

Un’amicizia e un amore   si compiono nel segno della fedeltà a un destino. In ogni momento il determinismo delle differenze sociali e delle appartenenze tira verso il basso contro la libertà della scelta d’amicizia e d’amore. Amerigo rischia moltissimo, rischia di perdersi nell’adesione al mito dell’Uomo Selvatico (che a lui si rivela nella forma critica del Pellerossa),  ogni volta che la paura e il risentimento si fanno strada in lui. Ma  Il rischio è scacciato, e il ragazzo, e poi l’uomo, può entrare in rapporto libero e e dialettico con l’archetipo, senza esserne annullato.

NOTA – Alla sapienza folklorica e rurale, ritmata durezza della vita e alla difficoltà della sopravvivenza, si oppone in Stirpe selvaggia la controiniziazione occultistica, sottocultura degradata di segno urbano e borghese  che persegue il potere, la sopraffazione, e pretende di invertire il corso della natura fallendo ogni volta.

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