Tullio Avoledo, L’elenco telefonico di Atlantide

Questo blog ha un debito segreto nei confronti di  Avoledo: da anni è in bozze una recensione della sua Crociata dei bambini (Multiplayer edizioni, 2014). Recensione mai pubblicata di un libro che pur inserendosi in un universo narrativo concepito da un altro autore, lasciava intravedere la zampata di uno scrittore in cui l’elemento fantastico, l’avventura e il tema mistico-religioso andavano insieme, in una distopia sulle radici della sociabilità. E’ d’obbligo quindi rimediare espiando in qualche modo con una preliminare confessione: non avevo mai letto finora L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi, 2003, ripetutamente ristampato da Einaudi)  cioè non avevo mai conosciuto un testo capitale della letteratura fantastica e della fantascienza italiana, e così, avendo l’intenzione di affrontare l’ultimo impegnativo Chiedi alla luce (Marsilio 2016) ho deciso di andare alle origini, scoprendo quella che appare come una delle migliori opere prime degli ultimi quindici anni.  Recensione e sinossi sono tardive e  inutili qui, dato il grande successo dell’opera: L’elenco è un testo complesso, disteso su uno sfondo ucronico impercettibile che fa traballare il lettore in più punti. La sua materia è mercuriale, e il protagonista sembra dover attraversare una serie di dolorose trasformazioni sull’orlo dell’abisso: Il mondo dell’Elenco è proteiforme e ambiguo  come una cosmogonia gnostica in cui il sorriso si rovescia faclmente in ghigno e viceversa. Tutto noto e ampiamente studiato – quello che forse  è rimasto sottotraccia, a meno che non sia una fantasia del lettore,  è che c’è un nodo narrativo non risolutivo in apparenza, che in realtà contesta e neutralizza i vapori gnostici e individua nell’accadere della carità e del riconoscimento dell’altro come persona, le chiavi per ricondurre alla verità, all’unità e al bene le giostre sibilline degli arconti e dei signori delle dimensioni astrali. Qualcuno  lo ha notato? Conclusa la lettura, mentre il libro continua a risuonare  e non abbandona il lettore, ci si chiede anche  – la domanda non è retorica, sono gradite segnalazioni-  se la proposta di stile e di complessità lanciata da questa opera prima-modello sia stata raccolta nella letteratura italiana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...