Colin Wilson, I vampiri dello spazio

Unknown-1 UnknownTornato recentemente alla ribalta con l’ultimo romanzo kinghiano, il tema del vampirismo psichico è da tempo al centro degli interessi della letteratura “de-genere”: basti l’esempio del poderoso Danza macabra di Dan Simmons. Una pietra miliare di quello che a tutti gli effetti potrebbe costituire un sotto-genere a sé stante è certamente  I Vampiri dello spazio (The space vampires) di Colin Wilson. I Vampiri dello Spazio è, insieme a I parassiti della mente (The mind parasites, 1967) tra i titoli più noti in Italia del prolifico autore inglese recentemente scomparso. Libro tratto da una biografia sterminata tutta condotta dallo scrittore inglese in territori al limite tra occultismo, fanta-archeologia e letteratura, fu pubblicato nel 1976  ed ebbe la sua prima edizione italiana  nel 1978, col numero 744 di Urania (sec. ed.  nei Classici Urania n.185, 1992). Si presenta come un’opera di fantascienza dall’esordio grandioso: una colossale astronave aliena, dalle dimensioni inconcepibili e satura di immagini lovecraftiane,  si materializza nel sistema solare realizzando il tanto atteso incontro tra l’umanità e  una civiltà extraterrestre.  Il seguito svela la vera natura del libro che si ha per le mani: un’opera sul vampirismo, certo, ma inteso come condizione latente di un’umanità sempre sul punto di attraversare la soglia, di sperimentare la transizione verso un altro stato di esistenza. Gli umani hanno una storia intollerabilmente più antica di quella basata sui calcoli della storia ufficiale e soprattutto nascondono nel loro  passato ancestrale una relazione originaria con i visitatori. Il tema dell’umanità come momento di transizione verso forme più evolute di esistenza è stato da sempre al centro della scrittura di Wilson: “Il suo primo libro, The outsider (1956), uno studio sull’alienazione, divenne un best seller ed è considerato uno dei libri più importanti dei giovani arrabbiati inglesi. Con quel volume W. si poneva di fronte all’esistenzialismo tradizionale impegnandosi nella ricerca delle energie potenziali ancora nascoste nell’uomo. (Treccani.it)”  Come debba essere condotta questa ricerca lo si comprende nel punto centrale, storico e speculativo, del romanzo (si direbbe che i momenti pur scarsi di azione e avventura siano del tutto funzionali a tale episodio).  Qui si situa il viaggio dei protagonisti e il loro soggiorno iniziatico presso un misterioso dotto nordico a cui spetterà il compito di collegare  le vicende narrate con la più losca tradizione occultistica (con un omaggio doveroso a M. R. James), riconoscendo negli orrori seguiti al contatto con gli alieni dei casi tipici di possessione e proiezione astrale, pratiche occulte che erano parse assolutamente esecrabili  allo stesso Lovecraft e tali da suscitare il massimo orrore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...