La campagna #hointestaunlibro delle Biblioteche di Roma: qualche domanda

box_bibliotu_def_d0Le Biblioteche di Roma hanno lanciato la campagna #hointestaunlibro, invitando i cittadini a donare (attraverso un passaparola le cui modalità sono chiaramente desunte da talune pratiche di socializzazione della lettura diffuse sui social network) libri editi nell’ultimo biennio. Le biblioteche si dicono pronte ad accogliere le donazioni. Apparentemente nulla di male, anzi: un’iniziativa lodevole, che mobilita i lettori coinvolgendoli in una pratica posta a metà tra il volontariato e la beneficenza. Chiedo però ai bibliotecari che si trovassero a passare su questa pagina: è davvero così? Si tratta davvero di un’operazione meritoria e razionale dal punto di vista della gestione delle biblioteche? A meno che non si tratti di raccolte molto caratterizzate, tali da andare a costituire fondi separati, sappiamo che le donazioni creano alle biblioteche non pochi problemi di inventariazione e collocazione. E considerando che la politica degli acquisti è una delle funzioni più delicate della professione bibliotecaria, ci si chiede se e quanto l’arrivo a pioggia delle donazioni con questa modalità non rischi di cambiare i connotati alle biblioteche di quartiere, senza che vi sia a monte un progetto di qualificazione delle raccolte.

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