Danilo Arona, Rock. I delitti dell’Uomo Nero

Unknown-1 rock_onlineNel 1984 Danilo Arona pubblica per Gammalibri La musica di Sam Hain,  il nucleo narrativo originario di un progetto che sarà sviluppato nel 1998 con la pubblicazione online Rock,  per  It Horror Magazine. Ristampato nel 2011 con numerosi addenda dalle Edizioni della Sera, Rock. I delitti dell’Uomo Nero, rappresenta davvero un’enciclopedia della scrittura di  Arona, in forma di babelica chiamata a raccolta di tutti i filoni dell’immaginario dello scrittore di Bassavilla-Alessandria. Innanzitutto questo è un romanzo sul Rock, sulla rivoluzione sonora che nel giro di pochi anni, da Chuck Berry e gli altri fino alle tre J (Jimi, Janis, e Jim)  soffiò potente scompaginando la vita di milioni di giovani, ed è  anche, ma non solo, una rivisitazione della vita e della morte di Jimi Hendrix, la cui figura storica sconfina già di suo nel soprannaturale, dell’uomo che trovò suoni inauditi ed ebbe la sua prima vera chitarra solo da  affermato professionista. Nel romanzo l’arte di Hendrix è legata ad un contatto originario nel quale compare Sam Hain, formidabile antagonista di questa storia (ma lo è davvero?),  un nome celtico per la più scatenata e irridente incarnazione dello spirito dei crocicchi col cappello a cilindro, sempre oscillante tra l’essere controfigura dello sventurato Jimi in un mondo altro e posto fuori dal tempo,  oppure occulto, universale ispiratore della musica del diavolo: Arona trae spunto dalle vicende biografiche del giovane James Marshall virandole decisamente al nero.  Avviene che Sam Hain si materializzi a Bassavilla, e incroci i suoi oscuri piani con una band, i Privileges, e il suo chitarrista,  in cui Arona ha riversato tutta la sua esperienza di rocker nell’epoca eroica dei complessi. Le avventure dei Privileges e dei loro variopinti compagni di strada sono quanto di più picaresco e divertente si possa immaginare, e chi ha bazzicato i palchi anche in epoche meno leggendarie  riconoscerà situazioni e gag  ben note e tutt’altro che inverosimili. Si ride dunque, ma Il fatto è che in tutto questo picaresco affiorano segni e sintomi di un’alterità e attenzioni di forze che alla lunga risulteranno catastrofiche. E, senza voler anticipare nulla, il romanzo conoscerà appunto un catastrofico mutamento di prospettiva, peraltro annunciato con maestria al lettore per vie subliminali. Proprio dai membri di questa eroica e sfortunata band verranno le più lucide ammissioni sull’irruzione del soprannaturale nelle loro vicende, ammissioni che valgono come esplicitazione della logica aroniana del Fantastico. Ma altre storie, storie americane,  si avvicendano a lasciar intravedere una cosmica cospirazione,una  lotta occulta che si trascina dalla nascita del rock. Qui  il lettore dovrà decidere, almeno così mi è parso,  se l’Helter Skelter, la baraonda definitiva sia o meno annunciata dalle chitarre distorte, se insomma non sia esagerato temere che, effettivamente, qualcosa sia arrivato nella nostra realtà insieme all’urlo lacerante delle Stratocaster. Da questo lato mi sento di accostare Rock a due libri molto diversi e lontani come Armageddon Rag di Martin e Figli del tramonto di Gianpaolo Simi, tre libri sul rock che ne lasciano intravedere senza compiacimento quantomeno l’ambiguità e l’alterità non riducibile della musica del diavolo, l’impossibilità di renderla qualcosa di innocuo e rassicurante, buono per concerti di beneficenza e cause umanitarie. In particolare Arona mi sembra  condividere implicitamente con Martin la convinzione che la spinta rivoluzionaria del movimento non solo musicale fosse esaurita negli USA già nel 1970, dopo il fallimentare raduno di Altamont, l’assassinio di Sharon Tate e  con le tragiche morti degli anni 1970-1971 all’orizzonte.

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