Westlake, quando l’ucronìa è un bidone

Unknown Uno dei libri più divertenti del grande Donald Westlake è  certamente God save the mark, del 1967,  più che un giallo una commedia indiavolata, che fruttò al prolifico autore il primo dei tre Edgar Allan Poe Awards della sua carriera (vedi Wikipedia, Donald E. Westlake). Tradotto in italiano con il titolo Un bidone di guai, il romanzo fu pubblicato nel 1971 nella serie del Giallo Mondadori (n. 1194) ed è stato  ristampato nel 2013 nei Classici del Giallo Mondadori (n. 1314); vi si narra la storia dell’ingenuo Fred Fitch, topo di biblioteca  e vittima seriale di imbroglioni e truffatori di ogni risma. Al buon Fred capita un bel giorno di ricevere un’eredità inaspettata da un misterioso zio: da quel momento non avrà un momento di pace e sarà costretto a rivedere in tutta fretta la sua filosofia di vita, improntata a un ‘eccessiva fiducia nel prossimo. Tra gli innumerevoli questuanti che sperano di scucirgli dei soldi, si presenta a casa sua il vicino Wilkins, un pensionato del ministero dell’Aviazione, con una vecchia e pesante valigia:

[…] aprì  il coperchio della valigia e mi guardò con aria trionfante, come se avesse scoperto la lampada di Aladino. Tesori? La valigia era piena di carta, carta manoscritta. Sei blocchi enormi, che la occupavano completamente. […] -Che cos’è? – domandai. -Il mio libro – rispose con un tono riverente. […]  -Il vostro libro?- Mi sentii assalire da un’ondata di panico. (corsivo mio)

Fred ha già capito cosa vuole Wilkins, ma la costernazione aumenta quando il vecchio vicino rivela il contenuto della sua opera: è un romanzo, in un certo senso, anzi, un romanzo storico:

-È il resoconto delle campagne di Giulio Cesare, con l’aggiunta dell’aviazione (corsivo mio). -Come avete detto? – L’ho intitolato Veni Vidi Vici grazie alla potenza aerea Piuttosto buono eh? […] Ho mantenuto intatti i fatti storici. I nomi delle tribù barbare, la composizione degli eserciti, lo svolgimento delle battaglie, tutto. Ho aggiunto solo l’aviazione. Per un colpo di fortuna, i romani [sic] si trovano all’improvviso in possesso di aerei simili a quelli usati nella Prima Guerra Mondiale. Così ho dimostrato l’importanza dell’aviazione, immettendola in un periodo storico in cui non esisteva. […] Piccoli aerei che sorvolano le pianure della Gallia, lasciando cadere frecce e pietre…

Fred, che sarà anche un boccalone, ma non è uno sprovveduto, non ci vede chiaro:

-Non hanno armi da fuoco? – Neanche per sogno. La polvere da sparo è stata inventata tardi, molto più tardi. Ve l’ho già detto che il mio libro è molto aderente alla realtà. Ci ho aggiunto solo gli aerei.

Qui Fred capisce che il romanzo fiume del signor Wilkins, come ucronia, non può funzionare, perché manca di coerenza e di capacità speculativa: un autore può certamente creare un mondo con piglio sovrano, ma questo dovrà  mostrare una qualche necessità interna, altrimenti cadrà a pezzi. Le ucronie sono anche esperimenti con il passato, e i controfattuali su cui si basano devono essere solidamente motivati, così come le concatenazioni causali che generano. Ogni momento della storia, della storia della tecnologia per esempio, può dare luogo a un numero indefinito di biforcazioni, ma non infinito, perché gli sviluppi possibili dipendono dalle tendenze immanenti ad un presente determinato. Un gioco con regole e limiti che Wilkins ha beatamente ignorato:

-Ma se ci sono gli aerei, devono esserci anche i motori. E il carburante. E l’olio lubrificante. E tante altre cose. E se c’è tutto questo, deve esserci  anche tutto il resto. Le automobili. Gli ascensori. Le bombe. Anzi, forse anche le bombe atomiche.

Il signor Wilkins, prigioniero del suo delirio d’autore non non può prestare ascolto a questa critica decisiva: lui si trova da Fitch perché ha bisogno di una somma cospicua per pubblicare  il suo romanzo fiume, operazione per la quale è già in parola con un editore a pagamento. Fred finalmente riconosce  la truffa all’orizzonte, di cui Wilkins sarebbe la prima vittima, ma non è ancora in grado di sottrarvisi autonomamente. Ci penserà una sua focosa conoscente a mettere alla porta lo scrittore con la valigia.

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