Il numero 12 di Lilith: Storia notturna

E’ inUnknown edicola il dodicesimo numero del semestrale Bonelli ideato e creato da Luca Enoch col titolo di “Storia notturna”. Questa volta Lilith ha colpito la mia attenzione per il richiamo esplicito e dichiarato dall’autore nella seconda di copertina al capolavoro di Carlo Ginzburg Storia notturna. Una decifrazione del sabba, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1989. Il saggio storico di Ginzburg ha esteso enormemente il campo delle ricerche sulla stregoneria e sulla base di un altro libro seminale, I benandanti (Einaudi 1966), ha reimpostato gli studi sulla sul sabba come “formazione culturale di compromesso”, tra la  cultura alta, teologica e demonologica degli inquisitori dal Quattrocento al Seicento (fino al Settecento per l’Europa orientale) e la cultura popolare; ha affermato la necessità di tenere conto dello sfondo folklorico, delle credenze, dei miti e dei riti delle comunità contadine d’Europa. Nel finale Ginzburg esplicitava la direzione di senso del suo lavoro di storico, la redenzione delle vittime, oltre ogni attesa messianica, attraverso il loro riconoscimento come soggetti storici autonomi. Sembra che il progetto generale del fumetto di Enoch possa essere letto in questi termini, nel tentativo, reso con gli strumenti del fantastico,  di  redimere l’umanità attraverso l’instaurazione di un rapporto vivo con il passato. Interessante anche la lettura in senso vitale e rivoluzionario di quel lato oscuro della femminilità che ossessionò le fantasia degli inquisitori e portò a interpretare in senso diabolico culti femminili legati alla credenza nella Grande Dea  : si veda anche il numero 7: “La signora dei giochi” che cita  esplicitamente a La signora del gioco (1976) della studiosa Luisa Muraro, filosofa del pensiero della differenza sessuale. Altro omaggio all’opera di Ginzburg: la presenza di Menocchio, il mugnaio filosofo popolare protagonista de Il formaggio e i vermi ,pietra miliare nella storia del rapporto tra cultura alta e cultura popolare nell’età della Controriforma.

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