Sentire il tempo (prima della peste)

Dai diari di Tarrou, testimone della peste nella città di Orano, alcuni metodi che facciamo nostri (e che abbiamo, in forme appena diverse, praticato ampiamente):

Domanda: come fare per non perdere il proprio tempo? Risposta: provarlo in tutta la sua durata. Mezzi: passare giornate nell’anticamera di un dentista, s’una sedia scomoda; vivere sul balcone nel pomeriggio della domenica; ascoltare conferenze in una lingua che non si conosce; scegliere i tragitti ferroviari più lunghi e più disagevoli e viaggiare naturalmente in piedi; far la coda ai botteghini degli spettacoli e non prendere i posti ecc. ecc. (A.Camus, La peste Bompiani, 2009, p. 22)

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