Alternativi ed emarginati alla vigilia della rivoluzione

51iarZdtynL._Estraggo il brano seguente da Gli altri lumi di Erica Joy Mannucci (Sellerio  Palermo, 1988), libro che indaga le relazioni tra illuminatismo, esoterismo e ideologie razionalistiche e rivoluzionarie nella Francia settecentesca. Mannucci, in una sezione del saggio dedicata a Saint Martin, il “Filosofo Sconosciuto”,  cita in particolare Mesmerism and the End of Enlightenment in France,  (Harvard University Press, Cambridge Mass. 1968, trad. it.  Medusa, Milano, 2005) di Robert Darnton: in quel saggio lo storico americano indagava i rapporti affascinanti tra illuminismo e  mesmerismo alle soglie della rivoluzione e oltre.   Colpisce per le assonanze con una certa atmosfera contemporanea il rapporto tra intellettuali emarginati, critica della scienza accademica e ricerca di approcci alternativi; colpisce anche l’accostamento con il tema del complotto controrivoluzionario:

Darnton sostiene che ciò che attraeva i futuri leader rivoluzionari […] era il carattere anti-istituzionale del mesmerismo: Mesmer aveva sfidato il potere dei corpi accademici -che infatti lo attaccarono in ogni modo-,  aveva calpestato le regole del gioco, ed era come una bandiera per gli intellettuali esclusi dall’establishment . Alcune figure di questo tipo, come Marat, si sentivano addirittura perseguitate dall’Accademia, e forse anche da questa loro esperienza derivò la loro insistenza sull’esistenza di un complotto controrivoluzionario negli anni successivi.

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