Telefonate dall’aldilà.

Crittografia Mnemonica.

Oggi le fiction RAI sono mielose e ripetitive, ma c’è stato un tempo in cui non era così. Anche i prodotti “minori” erano realizzati in modo molto meno raffazzonato rispetto ai vari medici in famiglia o a Terence Hill in divisa da forestale.

“Voci notturne” è del 1995. Già non erano più i tempi dei grandi sceneggiati diretti da Antongiulio Maiano o Sandro Bolchi, ma qui ci fu il coinvolgimento in sede di soggetto e sceneggiatura di Pupi Avati. La trama parte dal ritrovamento di un cadavere nel Tevere, un cadavere che mostra caratteristiche molto strane. L’indagine coinvolge un ispettore di polizia (Massimo Bonetti), un ragazzo, grande amico del morto (Lorenzo Flaherty), e un detective americano piuttosto fesso (Jason Robbards III). Il fatto è che, come da titolo, il morto inizia a telefonare di notte ai genitori (!). Ci sono alcuni limiti, ma è un lavoro che merita un’occhiata nonostante…

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