L’autunno di Montebuio: un modello di cura editoriale

montebuioLa letteratura del Fantastico italiano dovrebbe  vedere autori e lettori uniti in un fronte comune  nel pretendere da editori grandi e piccoli  editing e cura complessiva del progetto editoriale, dalla grafica alla scelta della carta. Libri veramente molto buoni sono spesso rovinati  dalla pura e semplice assenza di una rudimentale correzione di bozze.  Non sarò certo io a scomodare l’idea di qualità totale, ma in nessun comparto industriale si accetterebbe un compromesso al ribasso così marcato in nome della crisi e della riduzione dei costi.  Gli editori si servano di professionisti e, possibilmente, li paghino il giusto.  Tra le ultime letture fa eccezione  in questo senso L’autunno di Montebuio, dell’esordiente Micol Des Gouges in tandem con Danilo Arona, per i tipi di Nero Press.  Per quel che vale la mia opinione, mi sento di indicare questo progetto come un modello, soprattutto nella cura tipografica:  l’autunno spicca anche per un’altra felice eccezione, e cioè per una generosa e sincera “chiamata di corresponsabilità” artistica da parte di Micol Des Gouges e Danilo Arona nei confronti della editor e curatrice Laura Platamone.  Lascio la parola dunque  al cantore di Bassavilla  e alla giovane scrittrice alessandrina trascrivendo integralmente il Ringraziamento finale:

Micol e Danilo ringraziano con affetto Laura Platamone per lo stupendo e intenso lavoro di editing effettuato su  L’autunno di Montebuio. non accade facilmente che una editor entri così dentro all’anima e alla psiche di personaggi tanto complessi, in quanto bambini e risultato del compromesso tra l’immaginario di un adulto maturo e di una ragazza adolescente. Però il miracolo è accaduto. E dentro Lisetta, ne siamo certi, adesso vaga anche un pezzo dello spirito di Laura.

Non sono parole di circostanza;  piuttosto, si tratta del riconoscimento della natura complessa, collettiva,  del prodotto editoriale (si vedano per esempio i “titoli di coda” dell’editore Minimum Fax) e della pluralità di mestieri (sì, ho detto mestieri) che stanno alle spalle del libro. I due scrittori non hanno avuto timore di mettere in discussione l’assolutezza del loro status di autori:  quel che ne è scaturito, è appunto una riflessione sul carattere corale, cinematografico, del lavoro editoriale. Il lettore deve esserne consapevole e, in tempi di autopubblicazione  (pratica che non deve essere affatto condannata a priori, ma di cui se ne devono riconoscere limiti e specificità) deve  pretendere che il libro scaturito dalla “filiera” tradizionale, rispetti le sue più alte aspettative

5 pensieri su “L’autunno di Montebuio: un modello di cura editoriale

  1. Davvero contenta di leggere questo articolo che ho trovato per caso!
    Fare l’editor in una piccola realtà, con risorse limitate, è dura ma le tue parole dimostrano che l’impegno e la passione sono ingredienti di cui chi si occupa di libri non dovrebbe mai fare a meno!

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