Danilo Arona. Vento bastardo (1)

Dicono che vi siano strati dell’atmosfera popolati da gigantesche colonie di batteri: migrerebbero da una parte all’altra del pianeta e avrebbero una parte non secondaria nel processo di formazione delle nubi. Non è detto che tutta questa vita aerea  sia così benefica per chi  vive più in basso:  è da verificare se, per esempio, questi organismi possano in un modo o nell’altro essere implicati nella trasmissione di malattie infettive su scala globale. Un motivo in più per essere preoccupati quando il cielo si oscura? La rete è già piena di immagini vere o fasulle di “supercelle” strane e  incombenti come astronavi aliene. supercella Ora possiamo immaginare che  una vita caotica e per niente amichevole abiti le colossali meduse che incrociano sulla nostra testa, trasportate dal vento, come tutti i nevrotici già sanno da un pezzo. Il vento e il cattivo tempo fanno  sprofondare meteoropatici e ipocondriaci di ogni specie nell’angoscia, essendo costoro  incuranti del fatto che il vento rappresenti, evangelicamente, lo spirito; o, forse,  è una cattiva risonanza con profondità note soltanto alla sapienza tradizionale (ed annientate senza nessuna pietà) ad allarmare gli ipersensibili di ogni latitudine, quando soffia il vento, quello cattivo, noto anche come favonio …

La percezione che l’appartenenza dell’uomini  alla terra, una volta dimenticata, possa essere perduta per sempre, trascinandoci verso  stati dell’essere, dell’esistenza collettiva e del sentire individuale, nuovi e pericolosi; che nella lotta combattuta dall’inizio della modernità ad oggi tra immaginario e immaginazione, il primo, dilagando,  abbia ormai sterminato e reso la seconda un deserto; l’intuizione dell’interconnessione locale-globale e le sue potenzialità narrative e conoscitive. Ecco le linee di forza che innervano Vento bastardo di  Danilo Arona, maestro del fantastico e dell’ horror italiano. A lui la parola:

Credo che in un modo tutto suo e peculiare, la letteratura fantastica può tra gli altri farsi portavoce di un reale , fondato, allarme opposto alla generale indifferenza che sta producendo un crimine vasto quanto il pianeta. E per quanto frutto d’ immaginazione, tutti i racconti qui presenti denunciano autentiche situazioni di degrado ambientale e di organica ribelllione delle cellule della madre Terra alle orribili mutazioni provocate dall’ inquinamento globale.

Da questa dichiarazione programmatica sulla valenza del fantastico tratta dalla Premessa. Il pianeta dei venti cattivi, un’attestazione di fiducia nelle potenzialità  conoscitive del mezzo letterario,   passiamo  ad un altro testo meno recente, che ci fornisce una chiave del metodo costruttivo usato da Arona per montare i racconti che compongono Vento bastardo in una struttura significativa:

Il grande Lovecraft, tra le sue tante tecniche di scrittura, amava spesso citare (…) un sempre cospicuo numero di “ritagli di giornale” che raccontavano di incidenti spaventosi, omicidi o fatti soltanto bizzarri. Li assemblava in una certa disposizione, suggerendo senza mai imporsi che quelle “cronache anomale” preludevano all’ingresso nel nostro mondo percepito di forze spaventose e indescrivibili, apportatrici di caos e  di follia. Sarebbe forse più facile sostenere il contrario, ma va precisato che sui  “ritagli” Lovecraft non inventava nulla, perché semplicemente il solitario di Providence vampirizzava la cronaca ad uso e consumo dei richiamo di Cthulhu e degli Orrori Oltre la Soglia […] ( The Believers, in Ritorno a Bassavilla, Edizioni XII, 2009, p. 155)  […] la cronaca continua a offrirci una stramba e complessa trama storica che ammicca sempre negli anfratti della visione collettiva (o allucinazione compartecipata) in cui il mondo va gradualmente a trasformarsi. Ci sono troppi segnali che lo confermano […](ivi, p 159)

Abbiamo per le mani un libro  che non ha dimenticato gli insegnamenti del Solitario di Providence, dunque; ma il male qui irrompe ben diversamente modulato, dove non lo si aspetta, e sempre generato dalle cattive vibrazioni di una immaginativa guasta. L’Altrove ci ributta in faccia gli effetti di uno sterminio, quello dell’immaginazione, strettamente legato all’apocalisse ambientale troppo umana, in cui siamo. Se Dick affermava che il Regno poteva affacciarsi in ogni istante nella storia, qui in Vento Bastardo Arona mette in guardia: i Tempi, finiscono, sempre, ma noi perdiamo ogni giorno di più  i sensi sottili buoni a percepire l’allarme e, magari, reagire. (1. Continua)

 

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