Leggere Lovecraft 2

Dove si nasconde l’autore in L.? Quando leggiamo i grandi testi, dobbiamo tenere presente il fatto che siamo come approdati su isole che emergono rade da un continente sommerso di lettere, revisioni, trascrizioni di sogni che, a quanto ne so , non hanno termini di paragone, almeno nella letteratura del fantastico. L. fu innanzitutto un epistolografo irriducibile e gran parte delle sue affermazioni esplicite in campo letterario e politico sono espresse proprio nelle lettere. Nell’economia della scrittura lovecraftiana, nel bilancio di una vita ridotta all’essenziale, questa relativa esiguità di testi che si possano dire a tutta prima compiutamente letterari mi sembra un primo rilevante segnale. Quei testi sono sonde gettate in un’anima oceanica, il cui fondo forse non sarebbe consigliabile esplorare; il loro segreto è, forse, l’impossibilità di identificare l’autore secondo le categorie della storia letteraria e, cosa che di per sé è già fonte di spavento, l’impossibilità reale di assegnare loro il carattere della letterarietà, ma di questa natura del testo lovecraftiano ha parlato in modo definitivo, e da lettore, Michel Houellebecq in un libro di qualche anno fa.

Guardiamo ora alla natura di quella corrispondenza e a molti dei testi prodotti dal solitario di Providence: L. fu attivo in un vivace circuito di scrittori dilettanti , contiguo, ma non coincidente, al mondo dell’editoria pulp; un circuito di scrittori-lettori, in cui autori e pubblico finivano per coincidere. (Voglio aggiungere per inciso che l’attività di “Indice di lettura” apre con queste note anche per rendere onore ad un autore il cui mondo sembra tanto un’anticipazione della letteratura in rete e dei blog letterari). Lettori appassionati del genere si cimentavano, spesso con mezzi scarsissimi, con la scrittura, certi di contare su un pubblico di pari. H.P.L., infinitamente più dotato, era tuttavia inserito organicamente in questa realtà. Infine, consideriamo il lato professionale della scrittura lovecraftiana: se non è certo un indice rilevante il fatto che la scrittura non gli diede mai di che vivere dignitosamente (a meno che post- 2008 non si considerino dignitose le tragiche condizioni economiche in cui Lovecraft versava prima della morte), è vero però che il nostro visse in un’epoca in cui la letteratura di genere non si era data una fisionomia che l’avrebbe distinta, di lì a pochi anni, come segmento di letteratura -grazie alla consapevolezza degli autori, alla qualità delle riviste, ai premi ed ai riconoscimenti di nicchia- dotato di una sua specifica, per quanto circoscritta, legittimità. H.P. L. dialogava idealmente, come un Machiavelli del New England, con i grandi quando scriveva de l’orrore soprannaturale in letteratura, ma ben più prosaicamente doveva accettare di riscrivere da capo i pezzi irricevibili del mago Houdini. (2. continua)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...